Breve storia del caffé

La vera storia del caffè

La prossima volta che vi accingete a degustare un caffè, provate a pensare alla sua affascinante storia. E’ una storia che si dipana tra leggende e fatti documentati. Come per il nome, ad esempio: deriva da Kaffa, altopiano dell’etiopia dove si coltiva? Oppure forse dal turco Kahve, a sua volta proveniente dall’arabo Qahwa, che vuol dire vino o bevanda eccitante?
Le leggende legate al caffè sono tante, soprattutto andando indietro nei secoli, dove risulta più che arduo distinguere tra fatti storici e ‘fiabe’.

Nella Bibbia, nel primo libro dei Re, si narra di come David porti come dono di conciliazione “dei grani abbrustoliti”, cioè dei chicchi di caffè. Anche Omero fa riferimento al caffè, quando scrive della bevanda amara che Elena aggiunge al vino per asciugare le lacrime degli ospiti alla mensa di Menelao, bevanda che egli definisce utile “contro i dispiaceri, i rancori e la memoria dei dolori”.

Dallo Yemen invece proviene la leggenda di un monastero, secondo la quale uno dei monaci, avendo saputo da un pastore di nome Kaldi che le sue capre e i suoi cammelli si mantenevano “vivaci” anche di notte se mangiavano certe bacche, preparò con queste una bevanda nell’intento di restare sveglio per poter pregare più a lungo.

Persino Maometto, colpito improvvisamente dalla malattia del sonno, ne proverà gli effetti quando l’Arcangelo Gabriele ne offre una tazzina. La pozione nera mandatagli da Allah gli permetterà non solo di recuperare subito forza e salute, ma di essere in grado in breve tempo di “disarcionare quaranta cavalieri e di soddisfare altrettante donne”.

Le leggende lasciano spazio alla storia a partire dal quattordicesimo secolo. da allora è documentata l’espansione di questa incantevole bevanda dapprima in Arabia, Egitto, Siria, Turchia, e lentamente in Europa e nel resto del mondo.

In Europa il caffè si diffuse grazie alle ‘botteghe del caffè’ o ‘caffetterie’. La primissima, in ordine di tempo, risale al 1554 a Costantinopoli.La prima in Italia seguì pochi anni dopo; fu aperta a Venezia, nel 1570 da un medico-botanico, Prospero Alfino, che aveva soggiornato a lungo in Egitto e lì aveva scoperto la bevanda “di colore nero e di sapore simile alla cicoria”.

All’inizio il caffè veniva considerato soprattutto come medicinale. Ci volle un secolo perché venisse apprezzata come bevanda vera e propria, sempre a Venezia, dove dal 1683 – la data é incerta – scoppiò la moda delle botteghe del caffè (nel 1763 se ne contavano 218!), che diventarono luoghi di incontro per discutere di affari, per fare quattro chiacchiere. La nuova usanza dilagò ben presto in tutta l’Italia: a Torino, Genova, Milano, Firenze e Roma sorsero caffè poi divenuti celebri e importanti centri culturali, punto di incontro di scrittori, politici e studiosi d’ogni tempo.

Anche i Francesi gradivano molto la nuova bevanda: pare che il celebre scrittore Balzac arrivasse a berne cinquanta tazzine al giorno. In Inghilterra il primo locale per la mescita del caffè fu aperto a Oxford. Insomma, verso la metà del ‘700 in tutta l’Europa e in America si beveva caffè. E oggi lo si trova (quasi) in tutto il mondo! Certo, trovare l’espresso come lo facciamo noi è ben altra storia. Soprattutto oggigiorno che possiamo gustarcelo in famiglia o in compagnia degli amici stando comodamente a casa, ad esempio con la macchina e le capsule – un’ottima qualità Gran Aroma – offerte dalla Mondial Casa…

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